Denise Jonas ed i suoi figli Nick, Joe e Kevin sulla copertina del numero di maggio 2010 della rivista Guideposts, in un'edizione speciale per il Giorno delle Mamme.
Di seguito alcune delle cose dette da Denise durante la sua intervista per la rivista in vendita negli Usa.
Sui capelli dei ragazzi: "I capelli sono un vero campo di battaglia. I miei figli hanno il mio stesso tipo di capelli, e mi piace sempre dirlo. Grosso e riccio, grazie alle mie origini italiane.
Per qualche ragione, ad ogni adolescente gli piace tentare qualcosa di pazzo con i propri capelli. Lasciarli crescere cosi tanto da non vederci e piastrarlo. A volte gli mettono tanto gel e si pettinano somigliando ad un porcospino.
Ad ogni mamma capita un momento nel quale vuole lanciarsi ai capelli del proprio figlio con un pettine o tagliarli. Bisogna resistere. Bisogna scegliere le proprie battaglie. I capelli non sono molto importanti. Quello che importa è quello che c'è sotto."
Sul talento musicale dei Jonas Brothers: La cosa migliore che un padre può fare è riempire i propri figli di 'regali.' Vostro figlio vuole giocare a softball? Trovategli una squadra. Vostro figlio ama cantare? Ascoltatelo.
I nostri ragazzi sono cresciuti circondati dalla musica. Mio marito (Kevin), è un cantante e compositore incredibile. Lui era il pastore ed il leader nella nostra chiesa, ed è per questo che i ragazzi impararono tutte le loro canzoni.
Nick era musicalmente il più precoce. A tre anni, girava per casa domandando: Hai sentito questo? Senti la musica?'. E’ stato cosi che inizio realizzare alcune canzoni.
Un giorno, quando aveva otto anni, una signora l'ascoltò nel salone dove andavo a tagliarmi i capelli. "Questo ragazzo dovrebbe stare a Broadway", disse. Ci presentò ad un direttore ed in poco tempo Nick si esibiva per sei notti alla settimana in spettacoli come 'The Miserable' e 'La Bella e la Bestia.'
Non era facile mandarlo con gente che non conosceva, per questo che suo padre partiva per New York dalla nostra casa in New Jersey. Mi preoccupavo. Ma sapevo che doveva aiutare Nick a credere in sé stesso. Solo cosi poté imparare più musica e recitazione di quello che noi potevamo insegnargli e conobbe bambini che condividevano la sua passione. Io? Ho imparato a fidarmi dei doni che Dio gli aveva dato per aiutarlo a sviluppare il suo talento”
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